INV. No 700
Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? / Perché un pensiero intossica una stanza?
1972
INSTALLAZIONI
TECNICA: Tela su telaio aggettante, lettere trasferibili, vernice su alluminio
COMPONENTI: Quaranta schermi circa, variabile a seconda dello spazio
Schermi: 71 × 43 × 6 cm ciascuno
CATALOGO: I_1972_700
NOTE:

Nell’aprile del 1972 alla Galleria Barozzi di Milano vengono esposti i primi esemplari di schermi monocromi con scritte in tedesco: dieci quadri con un doppio strato di carta-pergamena tesa su un telaio in legno aggettante e chiusi in una cornice di metallo. Sotto ogni schermo, in basso a destra, sono riportate locuzioni in tedesco apparentemente slegate tra loro: un nome, una frase, un titolo, un motto, un’esclamazione... trasferite a caratteri gotici Letraset su un fondo in cartoncino bianco. Un undicesimo schermo presentava, sotto il telaio aggettante, dei cliché da stampa con numeri in gomma e legno. La mostra prendeva il titolo da uno degli schermi, Zeichen.ung, un gioco di parole con il lemma tedesco Zeichnung (disegno) che contiene la radice Zeichen (segno).
A novembre dello stesso anno, la carta sul telaio era stata sostituita da una tela millerighe, gli schermi erano diventati quaranta e si presentavano appesi uno di seguito all'altro in una linea che attraversava le stanze della Galleria Seconda Scala di Roma, “intossicandola” con un flusso di coscienza fatto di nomi, concetti e pensieri densi di riferimenti storici. Il titolo della mostra, ripreso anche questa volta da una delle opere esposte, era
Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? / Perché un pensiero intossica una stanza?.
«Faccio uso della grafia del gotico tedesco dal 1971. In questa lingua e nella sua antica grafia, riconosco le basi del “pensiero creduto” contemporaneo. In filosofia, nella scienza fisica, nella teoria politica, nell’analisi della psiche, nella incarnazione letteraria, nella religione. […] nel 1972, ho esposto in
Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? 40 piccoli schermi. Ogni titolo, in gotico, era impresso nel singolo quadro. Rappresentavo l’insieme di una cultura centrale, coniugabile fino al dettaglio, in cui la cultura tedesca, non a caso, era indicata come radice determinante del pensiero europeo»1.

1. F. Mauri in M. Folci, Testo di Fabio Mauri, www.maurofolci.it, 2012 (http://www.maurofolci.it/wp-content/uploads/2012/04/Fabio-Mauri.pdf).
Sull’uso del gotico Letraset cfr. F. Mauri,
Note su “zeichen-ung” (Warum ein Gedanke einen Raum verpestet?), in “Proposta", n. 2-3, Benevento 1972, p. 36: «Il “gotico” perché la cultura in Europa agita, comunque si muova, più passato che presente. Un “gotico” Letraset esprime humoristicamente (sic.) un uso presente del passato».


Esposizioni:

1972, Milano, Galleria Barozzi, Zeichen.ung, aprile.

1972, Roma, Galleria Seconda Scala,
Warum ein Gedanke einen Raum verpestet?, dal 10 novembre.

1994, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea,
Fabio Mauri. Opere e Azioni 1954-1994, 21 giugno – 5 ottobre, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Cossu.

1997, Klagenfurt, Kunsthalle,
Fabio Mauri. Male e bellezza / Das Böse und das Schöne, 24 aprile – 30 giugno, a cura di Arnulf Rohsmann.

1997-1998, Roma, Macro – Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea,
Arte contemporanea: Lavori in corso 2, 17 dicembre 1997 – 10 marzo 1998, a cura di Giovanna Bonasegale.

2003, Tourcoing-Lille, Le Fresnoy, Studio national des arts contemporains,
Fabio Mauri – L’écran mental, 1 marzo – 27 aprile, a cura di Dominique Païni.

2007, Roma, Galleria il Ponte,
Fabio Mauri: Art Nègre, 19 giugno – 19 luglio, a cura di Achille Bonito Oliva.

2008, Roma, Auditorium Parco della Musica,
Fabio Mauri. L’universo d’uso, 17 aprile – 15 maggio, a cura di Anna Cestelli Guidi, Francesca Alfano Miglietti.

2008, Prato, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci,
Fatto Bene!, 18 giugno – 3 agosto, a cura di Marco Bazzini.

2008, Torino, Galleria Martano,
Fabio Mauri: L’insolubile, 7 novembre – 23 dicembre.

2013-2014, Roma, Palazzo delle Esposizioni,
Anni ’70. Arte a Roma, 17 dicembre 2013 – 2 marzo 2014, a cura di Daniela Lancioni.

2013, Milano, Fiera – Galleria Michela Rizzo,
Miart, 5-7 aprile.

2014, Buenos Aires, Fundación PROA,
Fabio Mauri, 6 settembre – 23 novembre, a cura di Giacinto Di Pietrantonio.

2015, New York, Hauser & Wirth, East 69th Street,
Fabio Mauri. I was not new, 5 marzo – 2 maggio, a cura di Olivier Renaud-Clément.

2016-2017, Napoli, Museo Madre,
Retrospettiva a luce solida, 26 novembre 2016 – 6 marzo 2017, a cura di Laura Cherubini, Andrea Viliani.

2019, Herning, Heart Museum,
Fabio Mauri: The End, 23 marzo – 25 agosto, a cura di Michael Bank Christoffersen.


Bibliografia:

Fabio Mauri, Note su "zeichen-ung" (Warum ein Gedanke einen Raum verpestet?), in “Proposta”, n. 2-3, luglio-ottobre 1972, pp. 36-37 (ill.).

Fabio Mauri,
Der Politische Ventilator, Achille Mauri – Krachmalnicoff, Milano 1973, pp. 74-75 (ill.).

Fabio Mauri. Opere e Azioni 1954-1994, catalogo della mostra (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma), a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Cossu, Editoriale Giorgio Mondadori / Carte Segrete, Milano / Roma 1994, pp. 138-139 (ill.).

Roma in mostra 1970-1979, catalogo della mostra (Palazzo delle Esposizioni, Roma), a cura di Daniela Lancioni, Edizioni Joyce & Co., Roma 1995, p. 51.

Fabio Mauri: Male e bellezza – Das Böse und das Schöne, catalogo della mostra (Kunsthalle, Klagenfurt), a cura di Arnulf Rohsmann, Klagenfurt 1997, pp. 102-103 (ill.).

Fabio Mauri. L’écran mental, catalogo della mostra (Le Fresnoy, Studio national des arts contemporains, Tourcoing-Lille), a cura di Dominique Païni, Lille 2003, pp. 72-73 (ill.).

Fabio Mauri. L’universo d’uso, catalogo della mostra (Auditorium Parco della Musica, Roma), a cura di Francesca Alfano Miglietti, Skira, Milano 2008, p. 65 (ill.).

Fabio Mauri. L’insolubile, catalogo della mostra (Galleria Martano, Torino), a cura di Liliana Dematteis, Torino 2008, pp. 37-41 (ill.).

Giorgio Sebastiano Brizio,
Fabio Mauri alla galleria Martano, Torino, in “Arte e Critica”, n. 57, Roma, dicembre 2008, p. 119 (ill.).

Stefano Demuro,
Ben fatto Pecci, in “Left”, anno XXI, n. 28, Roma, 11-17 luglio 2008, p. 87 (ill.).

Fabio Mauri,
Scritti in mostra. L’avanguardia come zona 1958-2008, a cura di Francesca Alfano Miglietti, il Saggiatore, Milano 2008, p. 129 (ill.).

Federica Boràgina,
Fabio Mauri. Che cosa è, se è, l’ideologia nell’arte, Rubbettino editore, Catanzaro 2012, n. 6, p. 54 (ill.).

Anni ’70: Arte a Roma, catalogo della mostra (Palazzo delle Esposizioni, Roma), a cura di Daniela Lancioni, Iacobelli Editore, Roma 2013, nn. 121-122 (ill.), pp. 210, 314.

Elisabetta Catalano,
Work with Fabio Mauri, a cura di Laura Cherubini, Maretti Editore, Milano 2013, pp. 150-153 (ill.).

Fabio Mauri, catalogo della mostra (Fundación PROA, Buenos Aires), a cura di Giacinto Di Pietrantonio, Buenos Aires 2014, pp. 26-27, 36-37 (ill.).

Carolyn Christov-Bakargiev,
Nello schermo: insonnia per diverse forme contrarie di universo, in “Hauser & Wirth”, Vol. 5, Zürich, marzo-maggio 2015, p. 53 (ill.).

Fabio Mauri. I was not new, catalogo della mostra (Hauser & Wirth, East 69th Street, New York), Hauser & Wirth Publishers, New York 2015, p. 3 (ill.).

Fabio Mauri. Arte per legittima difesa, catalogo della mostra (GAMeC, Bergamo), a cura di Giacinto Di Pietrantonio, GAMeC Books, Bergamo 2016, pp. 10-11 (ill.).

Valérie Da Costa,
Fabio Mauri: le passé en actes, Les presses du réel, Dijon 2018, n. 34, p. 72 (ill.).

Laura Cherubini,
Contro corrente: I grandi solitari dell’arte italiana: Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Fabio Mauri, Vettor Pisani, Marisa Merz, Christian Marinotti edizioni, Milano 2020, pp. 118, 125.


Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? / Perché un pensiero intossica una stanza?, 1972
Galleria Seconda Scala, Roma
Foto: Claudio Abate, 1972
Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? / Perché un pensiero intossica una stanza?, 1972
Kunsthalle Klagenfurt
Foto: Claudio Abate, 1997
Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? / Perché un pensiero intossica una stanza?, 1972
Studio Fabio Mauri, Roma
Foto: Sandro Mele, 2019
Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? / Perché un pensiero intossica una stanza?, 1972
Galleria Seconda Scala, Roma
Foto: Claudio Abate, 1972