Bio-bibliografia
Bio-bibliografia
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In ordine
Biografia
1926
Fabio Mauri 1926 - 1929
Fabio Mauri nasce a Roma il 1° aprile 1926, figlio di Umberto Mauri e di Maria Luisa Bompiani. Ha quattro fratelli, Silvana e Ornella, più grandi, Luciano e Achille, più piccoli. Il padre era impresario teatrale, ma con l’incendio del Teatro Apollo, perde la propria attività, e decide di trasferire l’intera famiglia a Rimini, dove Luciano, che soffriva di enfisema, poteva essere meglio curato.
Il padre di Fabio inizia a collaborare a Milano con il cognato Valentino Bompiani che in quegli anni lavorava con Arnoldo Mondadori, ma che presto si mette in proprio come editore. Divenuto direttore commerciale alla Mondadori, Umberto Mauri trasferisce la famiglia a Milano nel 1929.
Il padre di Fabio inizia a collaborare a Milano con il cognato Valentino Bompiani che in quegli anni lavorava con Arnoldo Mondadori, ma che presto si mette in proprio come editore. Divenuto direttore commerciale alla Mondadori, Umberto Mauri trasferisce la famiglia a Milano nel 1929.
Biografia
1929
Fabio Mauri 1930 - 1938
Il padre di Fabio Mauri è il primo ad importare in Italia il fumetto
Mickey Mouse
(Topolino), e
Flash Gordon
, “comic strips” che vengono venduti a Mondadori e a Nerbini negli anni trenta. Già da piccolo, dunque, Fabio si diletta a ricopiare o inventare fumetti: «Nell’inverno del 1934, visto “Gordon Flash”, provai a mettere giù un fumetto. La prima vignetta rifinita con cura, la seconda un po’ meno, fino a riempire tutte le pagine di un block notes con una stenografia di disegno, che descriveva convenzionalmente una storia che amavo».
La scoperta dell’arte contemporanea avviene molto presto a Milano, tramite un coetaneo, Michele Ranchetti, oggi studioso di Storia della Chiesa all’Università di Firenze, il quale lo porta alla galleria milanese Barbaroux in via della Spiga. Mauri vede opere di Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Tomea, Tosi e Alberto Savinio, e, sebbene ancora fanciullo, è colpito dall’incontro con Tosi, Carrà e Tomea, che erano presenti in galleria, nonché dal dipinto Ettore e Andromaca di de Chirico.
La scoperta dell’arte contemporanea avviene molto presto a Milano, tramite un coetaneo, Michele Ranchetti, oggi studioso di Storia della Chiesa all’Università di Firenze, il quale lo porta alla galleria milanese Barbaroux in via della Spiga. Mauri vede opere di Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Tomea, Tosi e Alberto Savinio, e, sebbene ancora fanciullo, è colpito dall’incontro con Tosi, Carrà e Tomea, che erano presenti in galleria, nonché dal dipinto Ettore e Andromaca di de Chirico.
Biografia
1939
Fabio Mauri 1939 - 1944
Umberto Mauri, che aveva preso nel 1931 la direzione delle Messaggerie Italiane, società di distribuzione di giornali, libri e riviste, porta l’intera famiglia a Bologna alla fine degli anni trenta. Qui, Fabio incontra Pier Paolo Pasolini, più grande di alcuni anni. Si conoscono in un circolo della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio), dove il sabato si riuniscono i giovani con interessi letterari. Alla G.I.L. conosce anche Francesco Leonetti, Roberto Roversi, Roberto Ardigò, Luciano Serra, Sergio Telmon e Giovanna Benporad. Partecipa allo stesso circolo culturale anche Decio Cinti, che era stato segretario del poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti e che introduce Mauri ai dipinti delle avanguardie futuriste. L’artista ricorda come, in occasione della visita a Firenze di Adolf Hitler nel 1938, la squadra di Bologna della G.I.L., di cui fa parte anche Pasolini, vince la competizione intellettuale giovanile. Da questa esperienza, l’artista trarrà spunto nel 1971 per la performance
Che cosa è il fascismo
.
Ancora ragazzo, Fabio Mauri fonda con Pier Paolo Pasolini la rivista d’arte e letteratura “Il Setaccio” nel 1942-43.
Quando iniziano gli sfollamenti delle città a causa dei bombardamenti aerei delle forze alleate, Mauri non rientra a Bologna dopo l’estate, ma rimane a Rimini per alcuni anni. Raggiunge in seguito la famiglia materna, i Bompiani, a Fiesole, dove hanno trasferito la casa editrice in un’antica villa. Nell’ultimo anno di guerra, il padre trasferisce a nord una parte della società Le Messaggerie.
Mauri collabora alla casa editrice Bompiani dopo il diploma di liceo, illustrando il Dizionario letterario delle opere e degli autori.
Ancora ragazzo, Fabio Mauri fonda con Pier Paolo Pasolini la rivista d’arte e letteratura “Il Setaccio” nel 1942-43.
Quando iniziano gli sfollamenti delle città a causa dei bombardamenti aerei delle forze alleate, Mauri non rientra a Bologna dopo l’estate, ma rimane a Rimini per alcuni anni. Raggiunge in seguito la famiglia materna, i Bompiani, a Fiesole, dove hanno trasferito la casa editrice in un’antica villa. Nell’ultimo anno di guerra, il padre trasferisce a nord una parte della società Le Messaggerie.
Mauri collabora alla casa editrice Bompiani dopo il diploma di liceo, illustrando il Dizionario letterario delle opere e degli autori.
Scritti dell'artista
1942
Fabio Mauri,
Quantità artistica
, in “Il Setaccio”, anno III, n. 1, Bologna, novembre 1942, p. 13
Scritti dell'artista
1942
Fabio Mauri,
Soggetto
, in “Il Setaccio”, anno III, n. 1, Bologna, novembre 1942, p. 13
Scritti dell'artista
1942
Fabio Mauri,
Della parola
, in “Il Setaccio”, anno III, n. 2, Bologna, dicembre 1942, p. 8
Scritti dell'artista
1942
Fabio Mauri,
Collezioni d’arte
, in “Il Setaccio”, anno III, n. 2, Bologna, dicembre 1942, p. 10
Scritti dell'artista
1942
Fabio Mauri,
Sacra rappresentazione
, in “Il Setaccio”, anno III, n. 2, Bologna, dicembre 1942, pp. 16-17
Saggi in periodici e libri
1943
Pier Paolo Pasolini,
A Fabio Mauri – Bologna
, in Pier Paolo Pasolini,
Lettere 1940-1954
, a cura di Nico Naldini, Einaudi, Torino 1986, p. 148
Saggi in periodici e libri
1943
Pier Paolo Pasolini,
A Fabio Mauri – Bologna
, in Pier Paolo Pasolini,
Lettere 1940-1954
, a cura di Nico Naldini, Einaudi, Torino 1986, pp. 154-155
Scritti dell'artista
1943
Fabio Mauri,
Giorgio De Chirico o della sua apparente poliedricità
, in “Il Setaccio”, anno III, n. 3, Bologna, gennaio 1943, p. 17
Scritti dell'artista
1943
Fabio Mauri,
Il pubblico o degli intenditori
, in “Il Setaccio”, anno III, n. 4, Bologna, febbraio 1943, p. 18
Biografia
1945
Fabio Mauri 1945 - 1949
Nel 1945, alla conclusione della guerra, Mauri rimane colpito dalle immagini del campo di sterminio di Buchenwald pubblicate sulla rivista “Le Ore”, e che in parte ritorneranno come materia nell’opera Ebrea del 1971. Nonostante la famiglia fosse di tradizione laica, l’artista legge intensamente la Bibbia e il Vangelo, e vive un’esperienza religiosa e spirituale nonché una profonda crisi psicologica che, in varie occasioni, lo porta ad essere ricoverato in cliniche psichiatriche o a passare lunghi periodi nel Convento dei Carmelitani di Milano, nel Convento dei Certosini di Pavia e nella Certosa del Galluzzo di Firenze. Conosce Padre Pierre Riches, Padre Giuseppe Riboldi e Padre Stefano Bianchi, fondatore dell’Università cattolica di Tokyo. Negli anni dell’immediato dopoguerra i suoi disegni e dipinti su carta sono di natura religiosa.
Mauri dona alcuni di questi primi disegni all’Ordine del Padre Davide Maria Turoldo, della Chiesa di S. Carlo in Milano. L’editore Gentile di Firenze utilizza un disegno per la copertina del volume di Julien Benda, Il tradimento dei Chierici . Altri disegni furono usati per illustrare il volume di poesie Io non ho mani di Padre Turoldo, edito da Bompiani.
Mauri dona alcuni di questi primi disegni all’Ordine del Padre Davide Maria Turoldo, della Chiesa di S. Carlo in Milano. L’editore Gentile di Firenze utilizza un disegno per la copertina del volume di Julien Benda, Il tradimento dei Chierici . Altri disegni furono usati per illustrare il volume di poesie Io non ho mani di Padre Turoldo, edito da Bompiani.
Monografie
1948
David Maria Turoldo,
Io non ho mani
, Bompiani, Milano 1948
Biografia
1949
Fabio Mauri 1949 - 1954
Nel 1949, in un viaggio di ritorno da Roma verso Milano con i genitori, Mauri si ferma vicino a Civitavecchia, in una comunità per ragazzi con problemi di inserimento sociale, il “Villaggio del fanciullo” di Santa Marinella. Decide di restarvi, e vi rimane infatti fino al 1954, occupandosi di minori dai 12 ai 18 anni. Nella comunità fa un po’ tutto, dalle pulizie ai corsi sull’arte visiva, al laboratorio di ceramica. Riprende a disegnare e a dipingere. Le opere pittoriche di questo periodo sono semi-figurative, eseguite in stile espressionista.
Monografie
Cataloghi
1954
Fabio Mauri
, catalogo della mostra (Galleria del Cavallino, Venezia), Venezia 1954
Cataloghi
1954
Decima Triennale di Milano
, catalogo della mostra (Palazzo della Triennale, Milano), Milano 1954
Biografia
1954
Fabio Mauri 1954 - 1955
Nel 1954, quando Mauri torna a Milano, il gallerista Carlo Cardazzo vede alcuni suoi dipinti e offre di esporli nella sua galleria di Venezia, Il Cavallino. È la prima mostra personale dell’artista, seguita dalla presentazione alla Biennale di Venezia di quell’anno di alcuni fra questi dipinti. A Milano, Mauri riprende a lavorare alla casa editrice Bompiani. I quadri a olio di questo periodo, quali
Cristo e il Gatto
,
Balcone, folla
o
Cristo e l’hockey
sono visionari ed espressionisti, dai colori vivaci e dalla pennellata densa.
Con alcuni amici architetti, l’artista effettua nel 1954 un viaggio estivo nel meridione d’Italia, da cui trae spunto per le due pareti ad encausto realizzate per la X Triennale di Milano, nella casa Villaggi del Meridione. Dopo la mostra personale di dipinti alla galleria Apollinaire di Milano ed alcune altre partecipazioni in mostre, fra cui la Biennale di Milano al Palazzo della Permanente nel 1955 e la prima mostra personale romana alla galleria L’Aureliana, presentata in catalogo dall’amico Pasolini.
Con alcuni amici architetti, l’artista effettua nel 1954 un viaggio estivo nel meridione d’Italia, da cui trae spunto per le due pareti ad encausto realizzate per la X Triennale di Milano, nella casa Villaggi del Meridione. Dopo la mostra personale di dipinti alla galleria Apollinaire di Milano ed alcune altre partecipazioni in mostre, fra cui la Biennale di Milano al Palazzo della Permanente nel 1955 e la prima mostra personale romana alla galleria L’Aureliana, presentata in catalogo dall’amico Pasolini.
Collettiva
1954
X Triennale di Milano
, Palazzo della Triennale, Milano, 28 ottobre – 15 novembre 1954 (catalogo).
Personale
1954
Fabio Mauri
, Galleria del Cavallino, Venezia, 3-12 marzo 1954 (brochure).
Saggi in periodici e libri
1954
Tebe,
Fabio Mauri alla galleria del ‘Cavallino’
, in “Gazzetta del Veneto”, Padova, 17 marzo 1954
Saggi in periodici e libri
1954
Giulia Veronesi in
Fabio Mauri
, catalogo della mostra (Galleria del Cavallino, Venezia), Venezia 1954, p. 3
Monografie
Cataloghi
1955
Fabio Mauri
, catalogo della mostra (Galleria Apollinaire, Milano), Milano 1955
Monografie
Cataloghi
1955
Fabio Mauri
, catalogo della mostra (Galleria Aureliana, Roma), Roma 1955
Personale
1955
Fabio Mauri
, Galleria Apollinaire, Milano, 26 febbraio – 10 marzo 1955 (brochure).
Personale
1955
Fabio Mauri
, Galleria L’Aureliana, Roma, 10-21 giugno 1955, a cura di Pier Paolo Pasolini (brochure).
Collettiva
1955
XIX Biennale Nazionale di Milano
, Palazzo della Permanente, Milano, novembre-dicembre 1955 (catalogo).
Cataloghi
1955
XIX Biennale Nazionale di Milano
, catalogo della mostra (Palazzo della Permanente, Milano), Milano 1955
Saggi in periodici e libri
1955
Pier Paolo Pasolini,
Personale di Fabio Mauri
, in
Fabio Mauri
, catalogo della mostra (Galleria Aureliana, Roma), Roma 1955, p. 21
Collettiva
1955
IV Premio Nazionale di Pittura “Cesenatico”
, Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Cesenatico, Cesenatico (Forlì-Cesena), 1955.
Biografia
1956
Fabio Mauri 1956
Mauri espone alla libreria e galleria San Babila di Milano (marzo 1956) una serie di piccoli olii su fogli di carta di formato standard.
La mostra ha un grande successo di vendite. Sono opere dense, dal tratto veloce ed espressivo. Alcune raffigurano paesaggi realizzati con la propria firma autografa, ripetuta molte volte a disegnare l’immagine del dipinto.
Conosce l’attrice Adriana Asti, che sposa nel mese di giugno. Con il ricavato delle vendite della mostra alla San Babila, Mauri decide di lasciare la Bompiani e di andare a vivere con la Asti a Roma, dove l’attrice risiede spesso per lavoro, in una casa di via del Babuino.
A Roma, Mauri rimane colpito dalla visione di un volume con la riproduzione di un Sacco di Alberto Burri, nella vetrina della galleria L’Obelisco di Gaspero Del Corso. Da Burri, coglie l’idea che è possibile utilizzare tutto ciò che circonda l’uomo contemporaneo.
Inizia dunque un nuovo periodo nell’attività artistica. Si rende conto che è possibile avvicinare la realtà anche direttamente, e decide quindi che nell’opera entrino tutte le sue più vecchie ed intime passioni: i fumetti, la grafica vetrinistica, le nuove insegne del contesto urbano, il cinema.
La mostra ha un grande successo di vendite. Sono opere dense, dal tratto veloce ed espressivo. Alcune raffigurano paesaggi realizzati con la propria firma autografa, ripetuta molte volte a disegnare l’immagine del dipinto.
Conosce l’attrice Adriana Asti, che sposa nel mese di giugno. Con il ricavato delle vendite della mostra alla San Babila, Mauri decide di lasciare la Bompiani e di andare a vivere con la Asti a Roma, dove l’attrice risiede spesso per lavoro, in una casa di via del Babuino.
A Roma, Mauri rimane colpito dalla visione di un volume con la riproduzione di un Sacco di Alberto Burri, nella vetrina della galleria L’Obelisco di Gaspero Del Corso. Da Burri, coglie l’idea che è possibile utilizzare tutto ciò che circonda l’uomo contemporaneo.
Inizia dunque un nuovo periodo nell’attività artistica. Si rende conto che è possibile avvicinare la realtà anche direttamente, e decide quindi che nell’opera entrino tutte le sue più vecchie ed intime passioni: i fumetti, la grafica vetrinistica, le nuove insegne del contesto urbano, il cinema.
Personale
1956
Fabio Mauri. Disegni
, Libreria San Babila, Milano, 20 febbraio – 3 marzo 1956 (brochure).
Biografia
1957
Fabio Mauri 1957 - 1959
Nell’autunno 1957, e fino al 1960, realizza numerosi disegni e collage su carta in cui la scritta “The End” si coniuga con il disegno di ispirazione fumettistica ed il gesto pittorico di origine gestuale, precorrendo l’uso del fumetto che tanta parte ha avuto nella cosiddetta Pop art.
Nel 1958, inizia a scrivere per il teatro, componendo Il Benessere con Franco Brusati e, poco dopo, L’Isola , che verrà presentato solo successivamente. Il testo, le scene e i costumi de L’Isola si riferiscono al mondo del fumetto e l’opera va collocata quale uno dei primi esperimenti di Pop art nell’ambito teatrale.
Nella primavera del 1958, l’artista compie un viaggio in Sud America, per presentare alcune collezioni di libri italiani sul teatro. Visita il Brasile, il Cile, l’Argentina, il Perù, l’Uruguay, il Venezuela e il Messico.
Nel giugno 1958, l’artista si separa da Adriana Asti e, nella stessa estate, conosce la fotografa Elisabetta Catalano, che resta sua compagna fino al 1975. Gli anni 1958-1959 sono felici per l’artista, che scrive e si dedica molto alla pittura. Si trasferisce in via dell’Oca, 27, a Roma.
Collabora come scrittore con la Rai Televisione e riprende a lavorare per la Bompiani, dirigendone la sede romana. Redige i primi volumi del nuovo Almanacco Letterario Bompiani , al quale collaborano Gabriella Drudi, Gilio Dorfles, Umberto Eco, Furio Colombo e molti altri. Le prime due annate (”1960” e “1961”), sono pubblicate rispettivamente nel 1959 e nel 1960, e raccolgono materiali della nuova avanguardia romana e internazionale.
Con Pasolini, a Roma, Mauri è segretario di redazione della nuova edizione della rivista “Officina”, che esce nel marzo-aprile 1959, per i tipi della Bompiani. La pubblicazione provoca scandalo, e viene sospesa. In questi anni, Mauri conosce Paola Masino, Elsa Morante Goffredo Parise, Alberto Moravia, Attilio Bertolucci, Ennio Flaiano, Pietro Citati, Elemire Zolla, Enrico Filippini, Antonio Porta ed altri intellettuali, i quali anche collaborano alla Bompiani.
Verso la fine degli anni ’50, Mauri incontra il letterato e critico d’arte Cesare Vivaldi, con cui stringe amicizia e che organizza la prima ed unica mostra retrospettiva di opere di Mauri circa dieci anni dopo, nel 1969, allo Studio Toninelli di Roma. Incontra Salvatore Scarpitta, Gastone Novelli, Giulio Turcato, Achille Perilli, Carla Accardi, Giosetta Fioroni, Gino Marotta e Mimmo Rotella, oltre a Gian Tommaso Liverani, Mario Diacono e Plinio De Martiis.
Frequenta anche il critico d’arte Emilio Villa ed i giovani critici Pierre Restany e Udo Kultermann. Comincia dunque a conoscere il mondo dell’arte romano, e la cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo”, alla quale prende parte attiva.
Contemporaneamente ai disegni e collage, Mauri realizza anche i primi Schermi . Sono opere fatte di carta bagnata e tirate su telaio rettangolare con una parte aggettante a forma di schermo curvo. Il primo Schermo (1957) è piatto, non vi è immagine, ma soltanto la forma rettangolare di uno schermo spento, contornato di nero. Il secondo Schermo (1958-59) contiene già la forma curva dei quattro
angoli ed è di carta tirata su telaio aggettante. Le opere restano nello studio dell’artista, viste soltanto da amici e conoscenti, che semplicemente le considerano opere non ancora finite.
Nel 1958, inizia a scrivere per il teatro, componendo Il Benessere con Franco Brusati e, poco dopo, L’Isola , che verrà presentato solo successivamente. Il testo, le scene e i costumi de L’Isola si riferiscono al mondo del fumetto e l’opera va collocata quale uno dei primi esperimenti di Pop art nell’ambito teatrale.
Nella primavera del 1958, l’artista compie un viaggio in Sud America, per presentare alcune collezioni di libri italiani sul teatro. Visita il Brasile, il Cile, l’Argentina, il Perù, l’Uruguay, il Venezuela e il Messico.
Nel giugno 1958, l’artista si separa da Adriana Asti e, nella stessa estate, conosce la fotografa Elisabetta Catalano, che resta sua compagna fino al 1975. Gli anni 1958-1959 sono felici per l’artista, che scrive e si dedica molto alla pittura. Si trasferisce in via dell’Oca, 27, a Roma.
Collabora come scrittore con la Rai Televisione e riprende a lavorare per la Bompiani, dirigendone la sede romana. Redige i primi volumi del nuovo Almanacco Letterario Bompiani , al quale collaborano Gabriella Drudi, Gilio Dorfles, Umberto Eco, Furio Colombo e molti altri. Le prime due annate (”1960” e “1961”), sono pubblicate rispettivamente nel 1959 e nel 1960, e raccolgono materiali della nuova avanguardia romana e internazionale.
Con Pasolini, a Roma, Mauri è segretario di redazione della nuova edizione della rivista “Officina”, che esce nel marzo-aprile 1959, per i tipi della Bompiani. La pubblicazione provoca scandalo, e viene sospesa. In questi anni, Mauri conosce Paola Masino, Elsa Morante Goffredo Parise, Alberto Moravia, Attilio Bertolucci, Ennio Flaiano, Pietro Citati, Elemire Zolla, Enrico Filippini, Antonio Porta ed altri intellettuali, i quali anche collaborano alla Bompiani.
Verso la fine degli anni ’50, Mauri incontra il letterato e critico d’arte Cesare Vivaldi, con cui stringe amicizia e che organizza la prima ed unica mostra retrospettiva di opere di Mauri circa dieci anni dopo, nel 1969, allo Studio Toninelli di Roma. Incontra Salvatore Scarpitta, Gastone Novelli, Giulio Turcato, Achille Perilli, Carla Accardi, Giosetta Fioroni, Gino Marotta e Mimmo Rotella, oltre a Gian Tommaso Liverani, Mario Diacono e Plinio De Martiis.
Frequenta anche il critico d’arte Emilio Villa ed i giovani critici Pierre Restany e Udo Kultermann. Comincia dunque a conoscere il mondo dell’arte romano, e la cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo”, alla quale prende parte attiva.
Contemporaneamente ai disegni e collage, Mauri realizza anche i primi Schermi . Sono opere fatte di carta bagnata e tirate su telaio rettangolare con una parte aggettante a forma di schermo curvo. Il primo Schermo (1957) è piatto, non vi è immagine, ma soltanto la forma rettangolare di uno schermo spento, contornato di nero. Il secondo Schermo (1958-59) contiene già la forma curva dei quattro
angoli ed è di carta tirata su telaio aggettante. Le opere restano nello studio dell’artista, viste soltanto da amici e conoscenti, che semplicemente le considerano opere non ancora finite.
Scritti dell'artista
1958
Fabio Mauri,
Meditazione sui contenuti e i modi interni all’arte contemporanea
, in “Avvento”, anno II, n. 4, Roma 1958, pp. 39-41
Personale
1959
Fabio Mauri
, Libreria San Babila, Milano, 21 febbraio – 7 marzo 1959.
Collettiva
1959
Seconda Mostra del Piasseo: Artisti americani & italiani
, Piasseo, Lerici (La Spezia), dal 30 agosto 1959.
Saggi in periodici e libri
1959
Il benessere
, in Italian Theatre Review – Revue du théâtre italien, Ente italiano per gli scambi teatrali, Roma 1959, pp. 8-10
Saggi in periodici e libri
1959
Luigi Squarzina,
Franco Brusati, Fabio Mauri
, in Franco Brusati, Fabio Mauri,
Il benessere
, libretto di sala (Teatro d’arte italiano), Roma 1959, s.p
Saggi in periodici e libri
1959
Nuovi successi italiani
, in “Sipario”, n. 156, Bompiani, Milano, aprile 1959, p. 11
Saggi in periodici e libri
1959
Ghigo de Chiara,
L’amore è un punto d’arrivo
, in “Sipario”, n. 157, Bompiani, Milano, maggio 1959, p. 33
Scritti dell'artista
1959
Fabio Mauri, Franco Brusati,
Il benessere
, in “Sipario”, n. 157, Bompiani, Milano, maggio 1959, pp. 34-56
Cataloghi
1959
Franco Brusati, Fabio Mauri,
Il benessere
, libretto di sala (Teatro d’arte italiano), Roma 1959
Teatro
1959
Il benessere
, Teatro Valle, Roma, 7 marzo 1959 (brochure).
Cataloghi
1960
Crack
, catalogo della mostra (Galleria d’Arte Il Canale, Venezia), a cura di Cesare Vivaldi, Krachmalnicoff, Milano 1960
Biografia
1960
Fabio Mauri 1960 - 1963
Dal 1960 al 1963, gli
Schermi
di Mauri, più grandi, sono realizzati con parti velate da garze e parti aggettanti o dipinte con forme ed emblemi caratteristici della civiltà urbana.
Gli Schermi , ormai già in fase di maturità evolutiva, e di dimensioni più grandi, vengono esposti in mostra per la prima volta al Premio Termoli nell’estate 1960, mentre alcuni disegni-collage del 1959 sono pubblicati nello stesso anno da Emilio Villa sulla rivista “Appia”. Nel 1960 Mauri pubblica con altri artisti (Cascella, Dorazio, Marotta, Novelli, Perilli, Rotella, Turcato) e con Vivaldi, il libro Crack . Gli stessi artisti espongono insieme durante l’estate, alla galleria Il Canale di Venezia, dove Mauri presenta anche uno Schermo piccolo. Alla fine dell’anno, l’artista espone un altro piccolo Schermo monocromo “con tasca” nella collettiva Opere di piccolo formato presso la galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, nella vecchia sede di via del Babuino. A partire dal 1960, Mauri espone in diverse gallerie romane. Partecipa a mostre collettive presso La Tartaruga, tra cui Tredici pittori a Roma
all’inizio del 1963, mostra che inaugura la nuova sede di Piazza del Popolo.
Nel 1962 e 1963, Mauri è presente nelle mostre collettive sull’oggetto nouveau realiste , presentate dal critico Pierre Restany. Le mostre si tengono presso la galleria La Salita di Gian Tommaso Liverani, oltreché alla galleria “J” di Parigi.
Alla galleria La Salita Vivaldi presenta una mostra personale di grandi Schermi nel 1963.
In questi anni Mauri, amico di Nanni Balestrini che svolgeva il suo stesso lavoro alla casa editrice Feltrinelli, partecipa a diverse attività del Gruppo 63.
Il 30 aprile 1963, a Viareggio, in viaggio per Roma, muore il padre Umberto.
Nel 1963, Mauri e Catalano si trasferiscono in vicolo del Curato a Roma e dopo breve tempo, nella casa di Piazza Madama. Durante il trasloco, molte opere dell’artista sono disperse.
Gli Schermi , ormai già in fase di maturità evolutiva, e di dimensioni più grandi, vengono esposti in mostra per la prima volta al Premio Termoli nell’estate 1960, mentre alcuni disegni-collage del 1959 sono pubblicati nello stesso anno da Emilio Villa sulla rivista “Appia”. Nel 1960 Mauri pubblica con altri artisti (Cascella, Dorazio, Marotta, Novelli, Perilli, Rotella, Turcato) e con Vivaldi, il libro Crack . Gli stessi artisti espongono insieme durante l’estate, alla galleria Il Canale di Venezia, dove Mauri presenta anche uno Schermo piccolo. Alla fine dell’anno, l’artista espone un altro piccolo Schermo monocromo “con tasca” nella collettiva Opere di piccolo formato presso la galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, nella vecchia sede di via del Babuino. A partire dal 1960, Mauri espone in diverse gallerie romane. Partecipa a mostre collettive presso La Tartaruga, tra cui Tredici pittori a Roma
all’inizio del 1963, mostra che inaugura la nuova sede di Piazza del Popolo.
Nel 1962 e 1963, Mauri è presente nelle mostre collettive sull’oggetto nouveau realiste , presentate dal critico Pierre Restany. Le mostre si tengono presso la galleria La Salita di Gian Tommaso Liverani, oltreché alla galleria “J” di Parigi.
Alla galleria La Salita Vivaldi presenta una mostra personale di grandi Schermi nel 1963.
In questi anni Mauri, amico di Nanni Balestrini che svolgeva il suo stesso lavoro alla casa editrice Feltrinelli, partecipa a diverse attività del Gruppo 63.
Il 30 aprile 1963, a Viareggio, in viaggio per Roma, muore il padre Umberto.
Nel 1963, Mauri e Catalano si trasferiscono in vicolo del Curato a Roma e dopo breve tempo, nella casa di Piazza Madama. Durante il trasloco, molte opere dell’artista sono disperse.
Teatro
1960
Laura Betti. Giro a vuoto
, Teatro Gerolamo, Milano, 27 gennaio 1960 (catalogo).
Collettiva
1960
Salone d’Estate della Pittura Romana
, Galleria San Marco, Roma, agosto 1960.
Collettiva
1960
5 Premio Termoli: Mostra nazionale d’arte contemporanea
, Castello Svevo, Palazzo Municipale, Termoli (Campobasso), 3-28 agosto 1960 (brochure).
Collettiva
1960
Crack
, Galleria d’Arte Il Canale, Venezia, 6-19 agosto 1960, a cura di Cesare Vivaldi (catalogo).
Collettiva
1960
Ottobre romano di pittura
, Palazzo Barberini, Roma, dal 25 ottobre 1960.
Collettiva
1960
Opere di piccolo formato
, Galleria La Tartaruga, Roma, dal 3 dicembre 1960.
Collettiva
1960
Piccolo Formato
, Galleria La Salita, Roma, 30 dicembre 1960.
Saggi in periodici e libri
1960
Cesare Vivaldi in
Crack
, catalogo della mostra (Galleria d’Arte Il Canale, Venezia), a cura di Cesare Vivaldi, Krachmalnicoff, Milano 1960, pp. 5-17
Scritti dell'artista
1960
Fabio Mauri,
Fabio Mauri
, in
Crack
, catalogo della mostra (Galleria d’Arte Il Canale, Venezia), a cura di Cesare Vivaldi, Krachmalnicoff, Milano 1960, pp. 35-42
Scritti dell'artista
1960
Fabio Mauri,
Maria il tatuaggio
, in Laura Betti,
Giro a vuoto
, All’insegna del pesce d’oro, Milano 1960, p. 13
Scritti dell'artista
1960
Fabio Mauri,
Là, sul parquet
, in Laura Betti,
Giro a vuoto
, All’insegna del pesce d’oro, Milano 1960, p. 35
Scritti dell'artista
1960
Fabio Mauri,
Nevrosi
, in Laura Betti,
Giro a vuoto
, All’insegna del pesce d’oro, Milano 1960, p. 37
Scritti dell'artista
1960
Fabio Mauri,
Io son’una
, in Laura Betti,
Giro a vuoto
, All’insegna del pesce d’oro, Milano 1960, p. 50
Scritti dell'artista
1960
Fabio Mauri,
Giro a vuoto
, in Laura Betti,
Giro a vuoto
, All’insegna del pesce d’oro, Milano 1960, p. 52
Scritti dell'artista
1960
Fabio Mauri,
Una vera signora
, in Laura Betti,
Giro a vuoto
, All’insegna del pesce d’oro, Milano 1960, p. 59