DIMENSIONI: 1000 × 147,5 × 198 cm
PROVENIENZA: L’artista
COLLEZIONE: Fabio Mauri Estate, Roma
CATALOGO: O_2007_641
Una scala da pompiere del 1977, prodotta dai fratelli Alimonti di Roma e recuperata da Fabio Mauri nel 2007 al carcere di Rebibbia, costituisce il corpo principale di Macchina per fissare acquerelli. Semovente grazie alle due ruote, la scala è estensibile attraverso un sistema di tiranti d’acciaio azionati da una manovella; in posizione eretta raggiunge i dieci metri d’altezza. In corrispondenza dell’ultimo gradino, la scala presentava un piano in legno orientabile che nel 2009 Mauri modifica facendo eseguire un traforo che compone, in negativo, la scritta “THE END”. Se la parola “fine”, posta al culmine della scala, sembrerebbe avere una ragion d’essere topologica, il titolo dell’opera suggerisce una più sottile chiave di lettura mettendosi in relazione con la precedente Macchina per forare acquerelli (inv. 442): priva di qualunque utilità pratica, sproporzionatamente grande e articolata, Macchina per fissare acquerelli suggerisce di esporre ad altezze improbabili il prodotto più lieve e delicato della tradizione pittorica.
«L’acquerello, che se ne stava probabilmente rannicchiato nel dibattito della pittura (forse anche questo è arte: una discussione feroce su una pratica dolce), tradizionalmente protetto, molto vicino all’idea manuale di pittura, viene qui tirato fuori dal suo abituale sopore, investito di una funzione dimostrativa. Esposto impropriamente, lontano dalla parete, librato in aria, puntato a forare, se possibile, il tetto dello storico palazzo. Se questo della città, della galleria, è il luogo dell’identità dell’arte, il segno espressivo, anche tenue come un acquerello, forza lo spazio, sia pure di poco»1.
1. F. Mauri, Un gigantesco pantografo e due monete da 100 lire, in “Trovaroma” (supplemento a “la Repubblica"), Roma, 6 dicembre 1990, p. 100.
2009, Monfalcone (Gorizia), GC.AC. – Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Fabio Mauri, 10 ottobre – 1 novembre, a cura di Andrea Bruciati.
2012, Milano, Palazzo Reale, Fabio Mauri – The End, 19 giugno – 23 settembre, a cura di Francesca Alfano Miglietti.
2015, Venezia, Giardini di Castello, Padiglione centrale, 56. Esposizione Internazionale d’Arte – All the World’s Futures, 9 maggio – 22 novembre, a cura di Okwui Enwezor.
2018, Parigi, La Maison Rouge – Fondation Antoine de Galbert, L’envol, 15 giugno – 28 ottobre, a cura di Antoine de Galbert, Bruno Decharme, Barabara Safarova, Aline Vidal.
Interni romani, catalogo della mostra (Auditorium Parco della Musica, Roma), a cura di Giuseppe Cerasa, Electa, Milano 2007, p. 55 (ill.).
Fabio Mauri. Etc., catalogo della mostra (Galleria Michela Rizzo, Venezia), a cura di Vittorio Urbani, Lampi di stampa, Milano 2009, pp. 36-37 (ill.).
“Alfabeta 2: Alfabiennale”, n. 10, Milano, giugno 2011, pp. 34-35 (ill.).
Fabio Mauri. The End, catalogo della mostra (Palazzo Reale, Milano), a cura di Francesca Alfano Miglietti, Skira, Milano 2012, pp. 130-131 (ill.).
Silvano Manganaro, La storia tra furia e memoria, in “Il Giornale dell'Arte – Vernissage”, anno XXX, n. 321, Torino, giugno 2012, p. 8 (ill.).
56. Esposizione Internazionale d’Arte: All the World’s Futures: Mostra, catalogo della mostra (La Biennale, Venezia), a cura di Okwui Enzewor, Fondazione La Biennale di Venezia / Marsilio, Venezia 2015, pp. 133 (ill.), 615.
Mauri, a cura di Flaminio Gualdoni, Corriere della Sera, Milano 2022, p. 84 (ill.).