tre proiettori digitali con copertura in legno, diffusori audio
PROIEZIONE: Fritz Lang , Metropolis , 1927
Video digitale, montato su tre canali, bianco e nero, sonoro, loop
MUSICHE: Ennio Colaci
DIMENSIONI: 288 × 253 × 195 cm
ISCRIZIONI: Titolato, datato e firmato al verso della scultura in alto
«“Donne d’Italia – Fritz Lang” 2009 / Fabio Mauri»
PROVENIENZA: L’artista
COLLEZIONE: Fabio Mauri Estate, Roma
CATALOGO: PR_2009_637
Scultura composta da otto volumi in legno rivestiti da fotografie e tessuto nero, giustapposti e sovrapposti a formare un unicum plastico sul quale sono proiettati tre diversi filmati tratti dalla pellicola Metropolis di Fritz Lang. Le immagini fotografiche mostrano scorci della periferia romana mentre le proiezioni indugiano sulla figura di Maria, sull’androide creato a sua immagine e somiglianza e sull’ambiente urbano caratterizzato da grattacieli e strade sopraelevate. L’opera fu realizzata nel 2009 in occasione di una mostra all’Auditorium Parco della Musica di Roma nella quale cinquantotto artisti, in dialogo con altrettanti scrittori, esponevano opere e brani sul tema della donna in relazione alla città. Fabio Mauri, in coppia con la scrittrice Mariolina Venezia, racconta l’ambiente distopico della periferia urbana: Mauri riprende le suggestioni apocalittiche già indagate della mostra Inverosimile (inv. 986)1, Venezia propone un testo tratto dal suo romanzo Altri miracoli 2.
Il film, muto in originale, è accompagnato dalla musica elettronica di Ennio Colaci.
1. Gli elementi in legno che compongono la scultura sono direttamente ripresi dall’installazione presentata all’Hangar Bicocca di Milano e assemblati in maniera inedita.
2. M. Venezia, Altri miracoli, Einaudi, Torino 2009. Il brano, riportato anche nel catalogo della mostra, è il seguente: «C’è una città. Ci sono dei palazzi, file di finestre orizzontali e verticali. Ci sono strade, piazze, vicoli e cortili. Un’edicola all’angolo. Ponti, ferrovie, sopraelevate. In alcuni punti l’asfalto ha i buchi. Certe finestre, la maggior parte anzi, hanno gli infissi di metallo anodizzato, perché costano di meno e non fanno passare gli spifferi. In alcuni quartieri ci sono giardinetti dove giocano i bambini. Passano gli autobus. Ci sono automobili parcheggiate. Semafori rossi, verdi, lampeggianti. Tram. Marciapiedi con le cacche dei cani. Vetrine in allestimento. La gente esce di casa. Va negli uffici, nei supermercati, prende i figli da scuola. Torna a casa. A volte un tramezzo lascia passare i suoni da un appartamento all’altro. La radio, o un frammento di conversazione. Faccia a faccia nella metropolitana, alcuni si guardano cercando di indovinare, poi arrivati alla fermata dimenticano».
2009, Roma, Auditorium Parco della Musica, Donne di Roma, 28 gennaio – 8 marzo.
2012, Milano, Palazzo Reale, Fabio Mauri – The End, 19 giugno – 23 settembre, a cura di Francesca Alfano Miglietti.
Donne di Roma, catalogo della mostra (Auditorium Parco della Musica, Roma), a cura di Giuseppe Cerasa, Nero, Roma 2009, p. 103 (ill.).
Carlo Alberto Bucci, Donne di Roma, in “la Repubblica”, Roma, 28 gennaio 2009, p. XV.
Carlo Alberto Bucci, Donne di Roma. Vernissage con artisti e scrittori, in “la Repubblica”, Roma, 29 gennaio 2009, p. 1 e XIII.
Fabio Mauri. The End, catalogo della mostra (Palazzo Reale, Milano), a cura di Francesca Alfano Miglietti, Skira, Milano 2012, pp. 132-133 (ill.).
Lea Mattarella, La storia come tragedia, in “Arte”, n. 467, Milano, luglio 2012, p. 83 (ill.).
Mauri, a cura di Flaminio Gualdoni, Corriere della Sera, Milano 2022, pp. 80-81 (ill.).