PRINCIPALI ELEMENTI DI SCENA: Due poltrone, un tappeto, un cesto vimini con garofani, tre fotografie, un disegno Dramophone (inv. 296)
DIMENSIONI: Variabili
Poltrone: 115 × 78 × 80 cm circa
Fotografia: 200 × 95 cm
Fotografia: 194,5 × 96,5 cm
Fotografia: 91 × 83 cm
Cesto: 30 × 60 × 45 cm
Disegno incorniciato: 70 × 70 cm
DURATA: Sconosciuta
DOCUMENTAZIONE: Fotografie
RE-ENACTMENTS: Nessuno
FOTOGRAFIA: Elisabetta Catalano
PROVENIENZA: L’artista
COLLEZIONE: Fabio Mauri Estate, Roma
CATALOGO: I_1994_3328
In occasione della grande retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nell’impossibilità di riproporre la performance Dramophone del 1976 (inv. 1136) a causa della scomparsa di Fëdor Fëdorovič Šaljapin Jr., protagonista della “terza stazione”, l’opera fu riproposta in forma di installazione.
Tre grandi fotografie, una per ogni “stazione”, campeggiavano alle pareti insieme a un disegno del disco-mondo (inv. 296); su un tappeto, la poltrona su cui un tempo sedeva Šaljapin dialogava con una seconda poltrona a fiori, mentre un cesto di garofani rossi citava l’allestimento della seconda stanza.
Per l’occasione fu chiamata Bella Levensohn, in arte Cha Landres, ad “attivare” l’installazione: seduta sulla seconda poltrona, leggeva un testo in memoria dell’amico Šaljapin, dialogando in russo con l’attore Dimitri Tamarov che interveniva dal pubblico.
Dramophone fa parte di un nucleo di azioni non replicabili in quanto pensate per «persone note, che non svolgono un ruolo di altri, non sono quindi attori, ma sé stessi, nel luogo in cui l’azione li colloca»1.
1. F. Mauri, Azioni: note, in Oscuramento, catalogo della mostra (Studio d’arte Cannaviello, Roma, 1975), edizione a cura dell’Ente, Roma 1975, s.p.
1994, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Fabio Mauri. Opere e Azioni 1954-1994, 21 giugno – 5 ottobre, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Cossu.
2016-2017, Napoli, Museo Madre, Retrospettiva a luce solida, 26 novembre 2016 – 6 marzo 2017, a cura di Laura Cherubini, Andrea Viliani.
2018, Castelbasso (Teramo), Fondazione Malvina Menegaz, Fabio Mauri 1968-1978, 22 luglio – 2 settembre, a cura di Laura Cherubini.
Fabio Mauri. Opere e Azioni 1954-1994, catalogo della mostra (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma), a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Cossu, Editoriale Giorgio Mondadori / Carte Segrete, Milano / Roma 1994, pp. 175-180 (ill.).
Roma in mostra 1970-1979, catalogo della mostra (Palazzo delle Esposizioni, Roma), a cura di Daniela Lancioni, Edizioni Joyce & Co., Roma 1995, p. 99.
Fabio Mauri: Male e bellezza – Das Böse und das Schöne, catalogo della mostra (Kunsthalle, Klagenfurt), a cura di Arnulf Rohsmann, Klagenfurt 1997, p. 46 (ill.).
Utopie quotidiane: L’uomo e i suoi sogni nell’arte dal 1960 a oggi, catalogo della mostra (PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano), a cura di Vittorio Fagone, Angela Madesani, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2002, pp. 130-131.
Elisabetta Catalano, Le fotografie, a cura di Laura Cherubini, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2005, pp. 224-229 (ill.).
Fabio Mauri, Scritti in mostra. L’avanguardia come zona 1958-2008, a cura di Francesca Alfano Miglietti, il Saggiatore, Milano 2008, pp. 48-51 (ill.).
Fabio Mauri, Io sono un ariano, Lampi di stampa, Milano 2009, pp. 177-182 (ill.).
Elena Volpato, Fabio Mauri: starting from the end, in “Mousse”, n. 29, Milano, estate 2011, p. 143 (ill.).
Federica Boràgina, Fabio Mauri. Che cosa è, se è, l’ideologia nell’arte, Rubbettino editore, Catanzaro 2012, pp. 65-68, n. 11, p. 66 (ill.).
Elisabetta Catalano, Work with Fabio Mauri, a cura di Laura Cherubini, Maretti Editore, Milano 2013, pp. 42-47 (ill.).
Fabio Mauri 1968-1978, catalogo della mostra (Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo), a cura di Laura Cherubini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2018, pp. 30-33 (ill.).
Marcella Vanzo, Il corpo si fa poesia. Fabio Mauri e le sue prime performance, in “Artedossier”, n. 387, Firenze, maggio 2021, p. 42 (ill.).