DIMENSIONI: 105,4 × 68,6 × 5,1 cm
ISCRIZIONI: Firmato e datato al verso in basso a destra «2005 Fabio Mauri»
PROVENIENZA: Fabio Mauri Estate, Roma
COLLEZIONE: Messaggerie Italiane, Milano
CATALOGO: S_2005_195
Schermo composto da una tela bianca tesa su un telaio in legno inserito in una cornice a cassetta nera. Al centro del quadro, la parola «FINE» è cancellata da un tratto a pastello rosso e sostituita da «vive». In quello che è uno dei suoi ultimi schermi, Fabio Mauri rovescia il leitmotiv della fine che ha caratterizzato le sue opere fin dal 1959.
«Negli schermi, fin dall’inizio, compare a volte la scritta “The End”, come compare, compariva, usava e un po’ ancora usa nei film. È la morte (mi viene chiesto più volte da anni)? Può darsi. Anzi è certo, perché è certa la morte. Ma è anche un segnale di delimitazione di una storia, di una moralità racchiusa in un tempo narrativo. Ogni opera, in effetti, estrae dal caso o dal senza fine della vita, dalla sua inesplicabile inspiegabilità una porzione di senso attuale»1.
Per il concetto di schermo nell’opera di Mauri si rimanda ai saggi introduttivi.
1. F. Mauri, Arte e cinema, intervista con G. Di Pietrantonio in G. di Pietrantonio, F. Guerisoli, G. Scardi, Perché non parli?, Silva Editrice, Milano 2010, p. 195.
2007, Roseto degli Abruzzi (Teramo), Borgo Medievale, Montepagano, Trasalimenti: Castellarte 07, 15 luglio – 5 settembre, a cura di Gabriele di Pietro.
2016-2017, Bergamo, GAMeC, Fabio Mauri: Arte per legittima difesa, 7 ottobre 2016 – 15 gennaio 2017, a cura di Giacinto Di Pietrantonio.
Fabio Mauri. Arte per legittima difesa, catalogo della mostra (GAMeC, Bergamo), a cura di Giacinto Di Pietrantonio, GAMeC Books, Bergamo 2016, p. 110 (ill.).