INV. No 210
Cinema a luce solida
1968
OGGETTI
TECNICA: Scultura in metacrilato, luce elettrica
DIMENSIONI: 170 × 74,5 × 68 cm
Schermo: 74,5 × 74,5 × 0,5 cm
Piramide: 54,5 × 54,5 × 43 cm
Colonna: 146 × 25 × 25 cm
PROVENIENZA: L’artista; Piero Castellini Baldissera, Milano
COLLEZIONE: Santiago Mauri, Milano
CATALOGO: O_1968_210
NOTE:

Scultura in metacrilato composta da una colonna a base triangolare alla cui sommità, su un parallelepipedo che rappresenta un proiettore cinematografico, si innesta il vertice di una piramide isoscele che, in aggetto verso una cornice-schermo appesa a parete, cela al suo interno una luce elettrica, simulando il raggio di proiezione.
I
Cinema a luce solida sono una serie di opere diverse per dimensioni e combinazioni di colori, realizzate da Fabio Mauri per il Mana Art Market1 di Roma ed esposte in un’omonima mostra nel 1968 insieme a due prototipi di Pila a luce solida (inv. 212 e 3504) e due esemplari di Disco bianco (inv. 1120 e 1129).
Da una recensione di Fabrizio Dentice del 1968, apprendiamo che «alcuni sono a luce ordinaria, altri a luce nera, altri ancora a luce fluorescente, esaltata dalla speciale composizione del perspex che se ne impregna a poco a poco, caricandosi come una batteria»
2.
Nei
Cinema, il raggio di “luce solida”, già introdotto pochi mesi prima dalla Pila, conquista lo spazio antistante la parete, formando delle «estroflessioni cristallizzate dello schermo»3 che, come nota Dentice, «introducono nell’ambiente, più che una decorazione, una specie di immobile e perpetuo happening»3.
Presentati a pochi mesi di distanza dall’opera-ambiente
Luna (inv. 922), i Cinema a luce solida sembrano traghettare il lavoro di Mauri in una direzione sempre più ambientale e performativa, configurandosi come l’anello di congiunzione tra gli schermi degli anni cinquanta e le proiezioni su corpi e oggetti dei settanta, in cui il binomio pensiero/proiezione si caricherà di una componente ideologica.

1. Cfr. la scheda dell’opera Disco bianco, inv. 1120.
2. F. Dentice in Fabio Mauri 1959-1969, catalogo della mostra (Roma, Studio d’arte Tonineli, 1969), a cura di C. Vivaldi, Roma 1969, p. 83.
3. F. Mauri in A. Madesani, Le icone fluttuanti, Bruno Mondadori, Milano 2002, p. 177.


Esposizioni:

1968, Roma, Mana Art Market, Fabio Mauri “I cinema”. Multipli a luce solida, luglio-settembre.

1968, Milano, Galleria de Nieubourg,
Fabio Mauri “I cinema”. Sculture a luce solida, 7-30 novembre.

1994, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea,
Fabio Mauri. Opere e Azioni 1954-1994, 21 giugno – 5 ottobre, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Cossu.

2018, Castelbasso (Teramo), Fondazione Malvina Menegaz,
Fabio Mauri 1968-1978, 22 luglio – 2 settembre, a cura di Laura Cherubini.

2023, Zurigo, Hauser & Wirth,
Fabio Mauri. Amore mio, 30 settembre – 23 dicembre, a cura di Olivier Renaud-Clément.


Bibliografia:

“Flash Art”, Giancarlo Politi Editore, Milano, ottobre 1968, p. 3 (ill.).

Fabio Mauri, catalogo della mostra (Studio d’Arte Toninelli, Roma), a cura di Cesare Vivaldi, Studio d’Arte Toninelli, Roma 1969, pp. 81-95 (ill.).

Studio G.S., Stefano Mantovani,
Gli oggetti di una casa, in “Interni”, n. 29, Milano, maggio 1969, (ill.).

Il “Mana” di Nancy Marotta, a cura di Stefano Marotta, Andrea Orsini, Es Architetture, Roma 1995, s.p. (ill.).

Fabio Mauri,
Io sono un ariano, Lampi di stampa, Milano 2009, p. 62.

Fabio Mauri 1968-1978, catalogo della mostra (Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo), a cura di Laura Cherubini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2018, p. 61 (ill.).

“Mu6: Fabio Mauri a Castelbasso”, anno XIII, n. 36, L'Aquila, agosto 2018, copertina (ill.).


Cinema a luce solida, 1968