INV. No 295
Dramophone
1975
SU CARTA
TECNICA: Carboncino su carta
DIMENSIONI: 142 × 140 cm
ISCRIZIONI: Firmato al recto in basso a sinistra «Fabio Mauri»
PROVENIENZA: L’artista
COLLEZIONE: Fabio Mauri Estate, Roma
CATALOGO: D_1975_295
NOTE:

Carboncino su carta costituito da una serie di cerchi concentrici disposti intorno al disegno di un cane seduto accanto a un grammofono, citazione di un dipinto di Francis James Barraud, divenuto famoso per essere diventato il logo della casa discografica inglese Victor e della tedesca Deutsche Gramophone.
Il titolo,
Dramophone, identifica un gruppo di opere che comprende una performance (inv. 1136) e una serie di disegni in cui il disco inciso – presente nelle opere di Mauri già dal 1959 quale emblema della cultura massmediale – si carica di una connotazione storico-ideologica.
«Gran disegno del disco quale metafora di “mondo già inciso”. La “voce del padrone”, quali marchio e struttura della terra.
Come in un disegno del Dürer: è l’Europa. Il cui epicentro, s’è detto, è la cultura tedesca.
Il disegno del mondo simula una figura di universo. L’universo / disco già registrato: la storia come già impressa, in cerchi, attorno all’abnorme emblema. Da cui si immagina cane e padrone, scesi in terra, a confrontarsi quali emblemi reali del presente»
1.

1. F. Mauri, Dramophone 1976, in Imprinting: sperimentazione e linguaggio, a cura di C.M.Benveduti, T. Catalano, F. Falasca, autoproduzione, Roma 1976, p. 157.


Esposizioni:

2015, New York, Hauser & Wirth, East 69th Street, Fabio Mauri. I was not new, 5 marzo – 2 maggio, a cura di Olivier Renaud-Clément.

2023-2024, Rivoli (Torino), Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea,
Fabio Mauri. Esperimenti nella verifica del Male, 16 dicembre 2023 – 24 marzo 2024, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Sara Codutti, Marianna Vecellio.


Dramophone, 1975
Foto: Genevieve Hanson, 2015