INV. No 237
Ostia di vero grano senza Dio
1974
SU CARTA
TECNICA: Ostia e lettere trasferibili su carta
DIMENSIONI: 24 × 24 cm
N. ESEMPLARE: 1/9
ISCRIZIONI: Numerato, firmato e datato al recto in basso a sinistra
«1/9», in basso a destra «mauri 74»
PROVENIENZA: L’artista
COLLEZIONE: Collezione privata, Roma
CATALOGO: C_1974_237
NOTE:

Tra il 1973 e il 1974 Fabio Mauri lavora a un gruppo di opere costituite da delle ostie sconsacrate su cui riporta con lettere trasferibili la parola “End” o “Ende” (fine).
Il titolo,
Ostia di vero grano senza Dio, gioca sul binomio dei termini “vero” / “senza”, un rafforzativo e una negazione che, anziché corroborare il significato, insinuano un dubbio1.
Queste opere si presentano in piccole serie numerate che si differenziano tra loro per il formato, la scritta centrale e la carta utilizzata.

1. Dubbio corroborato dal confronto con altre opere dell'artista, spesso titolate con locuzioni tese a provocare cortocircuiti di senso. Ad esempio, nel testo introduttivo al ciclo di proiezioni “Senza”, l'artista esordisce: «“Senza” perchè “Con”. Come in “Senza arte” e “Senza ideologia”, il contenuto dell'azione smentisce il titolo: niente è estraneo all'arte».
Similmente, la parola “vero” compare in titoli di opere che dimostrano l'opposto, come
Vera cera ebrea, Veri pattini di Anna Cittherich di Varsavia eseguiti con lei stessa o la Vera foto di Fabio Mauri. Ritorno dalla missione 21/1/1972.


Ostia di vero grano senza Dio, 1974