Ariano (1995)

Ariano, del 1995, è una mostra che si è formata gradualmente, quale controcalco di ‘Ebrea’.
Un esercizio di convalida di un concetto che vuole decifrare nuove categorie, quelle dei non perseguibili. È presentata una serie di oggetti  che non ispirano memoria di dolore. Semmai attualità di ironia. Scorre uno spirito non caritatevole su chi ha assunto l’identità ‘ariana’ come segno di sicurezza, sul razzista - ignaro o consapevole - su l’appartenente a, sull’inevitabile borghese che tutela solo i propri interessi. Il cui sguardo vede come congegno adatto, ariano, gli oggetti che lo rappresentano.
L’abito ‘per bene’ sul servo muto, le valige, le cappelliere sono testimoni di tradizionale appartenenza ad una comunità consumatrice dei suoi pregiudizi. La varietà simula una totalità, solo apparentemente paradossale.
Da classificatorio il termine si tramuta in insulto severo. (Dora Aceto)
 
 
Data e luogo di esposizione
 
1995 – Studio Bocchi, Roma
1998 – Galleria La Tartaruga, Castellucio di Pienza, a cura di Plinio De Martis
2008 – VIII° Giornata della Memoria, Centro Studi Cappella Orsini, Roma
2010 – Fabio Mauri, GC.AC Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, Monfalcone, a cura di Andrea Bruciati
2013 – Fabio Mauri, Picnic o Il buon soldato, Galleria Michela Rizzo, Giudecca, Venezia
2014 – Fabio Mauri, Fondaciòn PROA, Buenos Aires, a cura di Giacinto Di Pietrantonio 
​2016 – FABIO MAURI. Arte per legittima difesa, GAMeC, Bergamo, a cura di Giacinto Di Pietrantonio
2016 – Fabio Mauri Retrospettiva a luce solida, Museo MADRE, Napoli, a cura di Laura Cherubini e Andrea Viliani
 

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