Macchina per forare acquerelli (1990)
Macchina per forare acquerelli, presentata allo Studio Bocchi di Roma nel 1990, è un grande pantografo da scultura le cui punte trapassano al centro due acquerelli dell’artista su carta canneté. Alle estremità delle punte sono fissate due monete da cento lire, di dimensioni differenti, che simboleggiano le oscillazioni del potere di acquisto nel rapporto tra arte e mercato, ed ugualmente il valore indipendente delle misure. Nello stesso ambiente è posta un’installazione identica, ma di dimensioni minuscole rispetto all’altra.
L’interazione visiva, che viene a crearsi dall’accostamento dei due pantografi, esprime la funzione simbolica del pantografo stesso: il “fuori scala” delle opere d’arte e degli oggetti che vi concorrono.
L’irrimediabile anarchia dell’arte viene minutamente e vistosamente ricostruita. (Dora Aceto)
 
 
Data e luogo di esposizione
 
1990 – Due acquerelli, Studio Bocchi, Roma, a cura di Barbara Tosi
1993 – Arte Poetica – Macchina per forare acquerelli, Frederick R. Weisman Museum of Art, Pepperdine University, Malibu, California
2007 – Castellarte 07, Monte Pagano, Roseto degli Abruzzi, a cura di Gabriele di Pietro
2008 – Manipolazione di Cultura e Liberopensiero, Spazio Danseei, Olgiate Olona
2010 – Fabio Mauri, GC.AC Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, Monfalcone a cura di Andrea Bruciati
2012 – Fabio Mauri, THE END, Palazzo Reale, Milano, a cura di Francesca Alfano Miglietti
2013 – Fabio Mauri, Picnic o Il buon soldato, Galleria Michela Rizzo, Giudecca, Venezia

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